16dicembre2020

IL PIANO INDUSTRIALE 2021-2023 DI FONDAZIONE FIERA MILANO, CIRCA 50 MILIONI GLI INVESTIMENTI STIMATI AL SERVIZIO DELLA POLITICA INDUSTRIALE DEL TERRITORIO

Milano, 16 dicembre 2020 – Il Presidente Enrico Pazzali ha illustrato oggi al Consiglio Generale di Fondazione Fiera Milano la Relazione Previsionale e Programmatica - Piano Industriale 2021-2023, che è stata approvata all’unanimità.

La mission del Piano Industriale prevede che Fondazione operi in 4 distinti comparti, rafforzandone la posizione come:

  1. Azionista di Fiera Milano SpA, consolidando il business fieristico e congressuale e rilanciando le fiere nei settori forti del Made in Italy (per esempio Meccanica e Moda) per rafforzare il posizionamento della venue del Gruppo e la leadership a livello nazionale e soprattutto internazionale;
  2. Facilitatore di sviluppo del territorio, con il focus a sostegno dell’ambiente;
  3. Acceleratore di competenze, con la promozione dei corsi di Accademia e l’istituzione di una nuova offerta formativa rivolta ad un pubblico sempre più internazionale, valorizzando così il proprio Centro Studi e l’Archivio Storico anche attraverso attività social e media;
  4. Sostenitore del terzo settore, in collaborazione con le istituzioni locali.

Fondazione Fiera Milano aveva previsto nel precedente piano triennale investimenti finalizzati a incrementare la competitività dei suoi quartieri. A seguito della pandemia, Fondazione ha rivisto le proprie priorità di investimento, prevedendo anche un’ipotesi di diversificazione degli investimenti per l’edificazione di nuovi immobili soprattutto nel quartiere urbano.

L’emergenza Covid-19 ha richiesto di rivedere il Piano investimenti stabilito dalla precedente RPP 2020 -2022. Il nuovo Piano 2021-2023 prevede un flusso di investimenti di circa 8 milioni di Euro nel 2021, 20 milioni di Euro nel 2022 e 21 milioni di Euro per il 2023, destinando quasi il 50% della somma agli investimenti per Safe&Smart e Sostenibilità&Innovazione del Quartiere fieristico.

Strettamente correlato al Piano Industriale, sarà implementato nel 2021 un Recovery Plan e di Comunicazione Corporate -Istituzionale, con tre macro-obiettivi:

  1. Avviare una riflessione strategica su Fondazione Fiera Milano per la definizione del suo purpose per i prossimi anni;
  2. Costruire momenti di lavoro anche con i propri stakeholder per offrire al territorio un contributo concreto su ciò che oggi rappresenta Fondazione Fiera Milano per Milano e la Lombardia;
  3. Rilanciare il business fieristico e il suo ruolo per l’economia con il focus sulla ripartenza e lo sviluppo internazionale.

Per il triennio 2021 – 2023 Fondazione Fiera stima un fatturato superiore ai 150 mln di euro, con oltre 105 mln di MOL e circa 10 mln di utile netto. Nel corso del 2021 è attualmente prevista la ripartenza delle attività del gruppo con una graduale ripresa dell’attività operativa. Lo Stato Patrimoniale prevede per la fine del 2023 un attivo fisso di 831 mln, con un patrimonio netto di 741 mln.

A conclusione del triennio, dunque, Fondazione avrà la capacità finanziaria per ridurre ancora la Posizione Finanziaria Netta, così da garantire un importante flusso di investimenti anche negli esercizi successivi.

“Parlare di rilancio industriale e del business fieristico nel momento storico che stiamo vivendo è quanto mai appropriato – ha dichiarato Enrico Pazzali - L’intero sistema economico internazionale deve affrontare una fase di totale ripartenza dopo il forzato e prolungato stop causato dalla pandemia che nel corso del 2020 ha sconvolto le nostre esistenze. Fondazione Fiera Milano farà la sua parte, riprendendosi quel ruolo di indirizzo verso Fiera Milano, strumento di politica industriale, che ha contraddistinto il nostro operato per tanti decenni. Da 100 anni infatti la Fiera è un volano importantissimo per l’economia del nostro Paese: ogni anno nei nostri padiglioni si generano, per le sole aziende espositrici italiane, ricavi per 46,5 miliardi di Euro. Il contributo totale al PIL generato dalle “vendite fieristiche” è pari a 53,7 miliardi di Euro, equivalente al 3% del PIL nel 2019.”

 

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